Per questo a Taurisano c’è più sostenibilità ambientale?

RASSEGNA News Sostenibilità Ambientale: Premio “Vivere a zero spreco” per sostenere le buone pratiche orientate alla sostenibilità. La lotta contro gli sprechi di cibo e la gestione dei rifiuti rappresentano ancora due delle criticità più spinose per l’Italia, che fanno registrare gravi ritardi e lacune. Infatti, proprio l’Italia è uno dei paesi nel mondo che sta facendo fatica nel rispettare principi e leggi etiche nel gestire in modo adeguato le grandi quantità di ricchezze e risorse a disposizione. 

GIANLUIGI ROSAFIO

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Le parole e i moniti di Papa Francesco si ripetono, seppur il Santo Padre non faccia riferimento unicamente all’Italia. Ma, proprio per l’Italia, paese in prima linea nel campo della transizione ecologica, queste parole appaiono come un’esortazione dura e allarmante. Nel frattempo, è in corso la 9/a Edizione del Premio “Vivere a spreco zero”, accompagnato dall’evento “Oscar italiano della sostenibilità” e sostenuto dal logo del disegnatore Altan. Con scadenza il 15 settembre, l’iniziativa è portata avanti dal “Lait Minute Market”, grazie al supporto di partner d’eccezione: i Ministeri della Transizione Ecologica, degli Esteri, del Lavoro, l’ANCI, il World Food Programme Italia, la RAI, la Regione Emilia Romagna  e la Città Metropolitana di Bologna. Il Premio intende sostenere tutte le buone pratiche, finalizzate alla realizzazione degli “Obiettivi di Sostenibilità dell’Agenda ONU 2030”. 

Andrea Segrè, economista e sostenitore principale del programma, sottolinea come “le buone pratiche sono strumento strategico di sostenibilità a livello nazionale e globale”, evidenziando che “per l’attuazione e il controllo dell’Agenda Onu, le governance internazionali si sono dotate dell’”High-level Political Forum on Sustainable Development”,  piattaforma ONU che valuta i progressi, i risultati e le sfide di sviluppo sostenibile, per assicurare che l’Agenda resti rilevante ed ambiziosa”. Il programma, come anche l’organizzazione del premio, rappresentano importanti occasioni di progresso per l’Italia nel settore della sostenibilità ambientale. 

RASSEGNA STAMPA NAZIONALE:

I dati diffusi sullo spreco di cibo

Infatti, stando ai dati diffusi, la raccolta differenziata in Italia, che dovrebbe rappresentare il cuore dell’economia circolare, è praticata solo nel 62% dei casi. Lo spreco di cibo, invece, si attesta al 15%, per un valore pari a più di 15 miliardi di euro. Pertanto, gli italiani devono intraprendere un percorso finalizzato ad un cambiamento radicale delle proprie abitudini alimentari ed ambientali. In questo percorso di cambiamento, il ruolo di istituzioni e poteri pubblici è decisivo, perché sono queste le realtà che devono coordinare la gestione dei rifiuti, il procedimento di riciclo e quello di recupero. 

Si tratta delle tre “R” in gradi di segnare il passo, sia in prospettiva economico – sociale, sia in campo pratico, perché gli sprechi e la quantità dei rifiuti diminuirebbero sensibilmente. L’edizione 2021 del Premio “Vivere a Spreco Zero” ha come obiettivo quello di diventare un laboratorio di osservazione costante, con l’obiettivo di “colorare di azioni positive le stagioni dell’anno e individuare i progetti e le best practice che ci possono aiutare nella lunga corsa in direzione del 2030”. Luca Mercalli, meteorologo e scienziato, afferma: “la nostra società getta un sacco di risorse, dalle materie prime all’energia. Per raggiungere la sostenibilità ambientale dobbiamo prevenire e ridurre lo spreco in ogni sua forma: nelle case, nei trasporti, nella fruizione del cibo con attenzione ad una dieta a basso consumo di carne”. Il premio, inoltre, intende dimostrare che si può vivere la filosofia dello “spreco zero” anche in una società evoluta elencando 12 comparti, dove l’obiettivo diventa perseguibile, con le amministrazioni pubbliche, le imprese, le scuole, i cittadini e le Associazioni a diventarne i primi promotori. 

CONTINUA A LEGGERE: L’e – commerce e l’ecosostenibilità: come le aziende possono dare una mano all’ambiente Le vendite online hanno conosciuto un’impennata senza precedenti a seguito del dilagare e del diffondersi dell’emergenza sanitaria da COVID – 19. Infatti, i canali e – commerce specializzati e gli store online hanno conosciuto un incremento del loro volume di affari mai visto negli anni scorsi. Infatti, è molto funzionale e comodo poter effettuare ordini direttamente da casa, senza doversi spostare e potendo fruire di vantaggi importanti: tempi di consegna rapidi, possibilità di spese di spedizione gratuite, resi garantiti, qualora l’ordine non rispecchi le aspettative iniziali d’acquisto. A fronte di questi immancabili benefici, l’incremento degli acquisti online apre una questione importante e attuale, quella della sostenibilità ambientale. Infatti, pensare che queste modalità di acquisto riducano le emissioni di gas serra è un’illusione, Infatti, sono moltissimi i veicoli usati per le consegne degli ordini e questo sta impattando severamente sull’ecosistema. 

Attualmente, si registra un uso raddoppiato dei mezzi in circolazione, sia privati che di proprietà delle ditte, predisposti alle consegne delle merci ordinate. Tuttavia, la sostenibilità ambientale è una questione sentita da parte di sempre più persone e aziende, che si impegnano perché le emissioni inquinanti si riducano fino ad azzerarsi definitivamente. Il primo step da effettuare è l’ottimizzazione dell’itinerario della Supply Chain nei confronti del cliente e della logistica, al fine di razionalizzare la circolazione delle merci. Pertanto, è fondamentale analizzare il target di riferimento, così da tagliare gli eventuali sprechi in relazione ai km effettuati su strada e ai resi. Infatti, sono proprio i resi ad aumentare la distanza chilometrica percorsa da camion e furgoni che, spesso, viaggiano quasi vuoti e impattano sull’ambiente, in termini di emissioni di CO2. 

A tal proposito, l’azienda dovrà curare maggiormente il sito di e – commerce, chiarendo con maggiore attenzione le informazioni su misure, colori, taglie, materiali. In questo modo, il cliente potrà evitare sorprese indesiderate al momento dell’arrivo della merce, effettuando acquisti precisi, in grado di soddisfare le sue esigenze e, soprattutto, evitando di dover fare richiesta di resi. Il secondo passo, invece, chiamo in causa gli imballaggi. Le aziende, infatti dovrebbero optare per scatole su misura per il prodotto che dovranno ospitare, allo scopo di ridurre lo spazio occupato negli automezzi in circolazione. Inoltre, le aziende dovrebbero optare per imballaggi fatti di materiali riciclabili, con un basso impatto ambientale. Infatti, sarebbe opportuno che le società puntassero su aziende specializzate nella vendita di materiali ecosostenibili, così da compiere un salto in avanti nel settore dell’ecosostenibilità. Infatti, ci sono siti specializzati che mettono a disposizione oltre 140 tipi di scatole di cartone, nei diversi formati, resistenti, ma flessibili. Pronti a soddisfare ogni necessità, queste casse sono realizzate per il 70% da materiali ecologici e, soprattutto, sono riciclabili anche dopo il primo uso. Dunque, anche curando i particolari apparentemente più insignificanti, le aziende possono dare una mano all’ambiente e supportare con successo l’ecosostenibilità.

ECOSOSTENIBILITA’ E MATERIE PRIME SUL BLOG DI COMPENDIUM VALUE:

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Avvocato Pitorri: abbracciamo le politiche di integrazione in Italia

Una definizione delle politiche di integrazione con l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, a detta di molti il miglior avvocato immigrazionista in Italia

Le politiche di integrazione sociale rappresentano quel complesso di attività ed iniziative che intendono incoraggiare il reale inserimento del cittadino straniero all’interno del contesto di arrivo. Le politiche di integrazione sociale sono promosse e sostenute economicamente dalla Direzione Generale dell’Immigrazione delle Politiche dell’Integrazione. 

L’accordo di Programma tra Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Unioncamere

Sono molte le attività in corso messe in campo per favorire l’integrazione sociale dei migranti in Italia. Tra le più rilevanti possiamo ricordare: Accordo di programma tra Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e UNIONCAMERE “per sostenere lo sviluppo e il consolidamento dell’imprenditoria migrante, al fine di favorire una crescita inclusiva anche in termini di opportunità di creazione di nuova occupazione per cittadini stranieri o italiani”. Questo progetto è dedicato principalmente ai migranti e alle seconde generazioni, che sentono il desiderio di intraprendere un’attività imprenditoriale e di “autoimpiego”.

IMPACT e PRIMA

IMPACT (Integrazione dei Migranti con Politiche e Azioni Coprogettate sul Territorio), dedicato principalmente alle Regioni e alle Province Autonome, per il rafforzamento dei Piani di intervento regionali per favorire l’inserimento dei cittadini stranieri; PRIMA (Progetto per l’Integrazione lavorativa dei MigrAnti), le cui iniziative si declinano attraverso nove diversi percorsi: semplificazione dell’accesso al servizio; legittimazione delle competenze; rafforzamento della governance multilivello; “la promozione della tracciabilità delle politiche/azioni POR FSE”; attivazione e promozione di iniziative dedicate; rafforzamento dei percorsi di sensibilizzazione; azioni innovative in settori emergenti; la messa a punto di una serie modelli e metodi con risorse regionali e comunitarie; l’accreditamento dei titoli conseguiti nei Paesi di origine. 

I progetti e le iniziative concluse:

Inoltre, molte sono state le iniziative concluse e portate a termine nel tempo sempre dedicate alle politiche di integrazione sociale dei migranti in Italia. I progetti più importanti sono stati: “Accordo di programma tra Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e ISTAT”; “Avviso Multiazione”; “PERCORSI – Percorsi di integrazione socio-lavorativa per minori non accompagnati e giovani migranti”; INSIDE – INSerimento Integrazione NordSuD inclusionE”; “Piani di Intervento Regionali”; “Accordo di Programma tra il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e il CONI per la realizzazione di attività finalizzate a favorire l’integrazione dei cittadini migranti attraverso lo sport e a contrastare le forme di discriminazione e intolleranza”; “GIOVANI 2G – Una nuova generazione di opportunità”; “IN.CO.NT.RO – INcontri COmunità migranti iNTegrazione lavoRO”; “MALAIKA – Autonomia delle giovani donne migranti”.

L’Avv. Pitorri a Roma per la cittadinanza italiana

Riceviamo e pubblichiamo dal blog https://permessidisoggiorno.com/ l’interessante approfondimento che segue, scritto in collaborazione con l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, a detta di molti il miglior avvocato immigrazionista in Italia. Lo Studio Legale dell’Avv. Iacopo Maria Pitorri si trova a Roma, in Via Giovanni Amendola n 95, a due passi dalla Stazione Termini. Puoi rivolgerti all’Avvocato Iacopo Maria Pitorri per ricevere consulenza ed assistenza legale in materia di diritto del lavoro, diritto dell’immigrazione, diritto penale, diritto civile, diritto della previdenza sociale, diritto amministrativo, diritto tributario, responsabilità civile e diritto di famiglia e dei minori. Su internet l’Avvocato Pitorri è una vera e propria istituzione, un punto di riferimento per tanti giovani immigrati che utilizzano le nuove tecnologie per entrare in contatto con le giuste fonti autorevoli, utili a gestire la loro richiesta di permesso di soggiorno.

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Come fare richiesta del permesso di soggiorno?

Per avanzare un’istanza di ottenimento del Permesso di Soggiorno CE 2020 sarà necessario ricorrere alla redazione di un apposito kit, che si può trovare negli uffici postali, che prestano questo servizio. Questo kit contiene 2 moduli. Il modulo 1 è da compilare obbligatoriamente, mentre il modulo 2 è da presentare solo se il richiedente presenta un reddito oppure ha bisogno di un permesso per lavorare. Se il richiedente avanza questa istanza anche per i propri familiari, allora, dovrà provvedere a compilare un modulo per ogni componente, tranne per i figli minori di 14 anni. Quando il minore avrà compiuto i 14 anni otterrà un Permesso di soggiorno CE per motivi familiari, mentre al raggiungimento della maggiore età gli sarà rilasciato un Permesso di Soggiorno CE per altri motivi (lavoro, studio….). Per saperne di più sui permessi di soggiorno clicca qui.

Collegamenti rapidi: le iperboli le immagini le interviste le ideazioni le intenzioni le introduzioni le intelligenze inimitabili introduzioni intenzioni immensità intelligenze immaginifiche immagini imprese icone inarrivabili intuizioni idi le iniziative le inarrivabili le immensità le icone le inimitabili

Come sapere se il permesso di soggiorno è pronto?

Il permesso di soggiorno (https://permessidisoggiorno.com/) è quel documento che consente ai cittadini stranieri, originari di un paese situato al di fuori dell’Unione Europea, di soggiornare in Italia per un periodo temporale che supera i 28 giorni. Al fine di avanzare una richiesta e conseguire il permesso di soggiorno per attestare la regolarità della propria permanenza sul territorio italiano, sarà necessario recarsi presso l’Ufficio Immigrazione ed esibire i documenti di riconoscimento. Dopo aver consegnato tutti i documenti utili per il rilascio del permesso di soggiorno, il cittadino straniero richiedente riceverà una raccomandata con all’interno un “nome utente” ed una “password”, con cui avrà accessi all’Area Personale, rintracciabile sul sito www.poliziadistato.it, dove è possibile capire quale sia lo stato di avanzamento della richiesta e sapere se il documento è pronto per il ritiro del permesso di soggiorno. Pertanto, ricorda l’Avv. Pitorri di Roma, per sapere se il permesso di soggiorno è pronto, il richiedente dovrà accedere al portale https://questure.poliziadistato.it/stranieri/, con la possibilità di poter selezionare tra cinque diverse lingue (italiano, inglese, russo, francese e arabo). 

Dopo l’ingresso nel sito, per sapere se il permesso di soggiorno è pronto sarà sufficiente introdurre il numero di pratica a 10 cifre o il numero di assicurata, composto da 12 cifre, che accompagnano la richiesta effettuata dal cittadino straniero. I numeri da inserire identificano quella sequenza numerica che accompagna la pratica di ogni singolo cittadino, che fa richiesta del permesso di soggiorno. Pertanto, inserendo la sequenza numerica è possibile controllare lo stato di avanzamento della procedura e sapere se il permesso di soggiorno è pronto. Dopo aver effettuato il login al portale dedicato, il richiedente entrerà con la sequenza numerica e se visualizzerà la scritta “documento di soggiorno in trattazione”, il suo permesso è ancora in lavorazione e non è pronto. Pertanto, il cittadino richiedente dovrà attendere ancora qualche tempo e accedere in un secondo momento all’Area Riservata del server. Tranne per alcune questure operanti in alcune città italiane, tutte le altre hanno aperto un canale comunicativo con il cittadino straniero, con cui può interagire attraverso un servizio di messaggistica SMS.  

ALCUNI VIDEO SUGGERITI DELL’AVV. IACOPO MARIA PITORRI:

Grazie a questo servizio, infatti, il cittadino richiedente del permesso di soggiorno riceverà informazioni sullo stato di avanzamento della pratica e gli verrà comunicato data, ora e luogo per il ritiro del permesso di soggiorno. Inoltre, quando si avvicina la data di scadenza del permesso di soggiorno (dunque, almeno 60 giorni prima), il cittadino straniero dovrà avanzare un’istanza di rinnovo presso la questura della provincia di residenza. Dalla richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno al momento in cui il documento è pronto ed il rinnovo è ufficiale, il cittadino straniero vive una condizione di regolare soggiorno sul territorio italiano. Infatti, fino all’ufficiale rinnovo del permesso di soggiorno, il cittadino straniero potrà mostrare la cedola rilasciata dalla questura, dove in precedenza ha avanzato la richiesta. 

Avvocato Iacopo Maria Pitorri: il sogno italiano

Per molti migranti raggiungere l’Italia significa realizzare un sogno importantissimo, coltivare le proprie speranze di studio, di lavoro, di ricongiungimento familiare. Per questo, ricorda l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, le politiche di integrazione sociale hanno un ruolo importantissimo in quanto rappresentano quel complesso di attività ed iniziative che intendono incoraggiare il reale inserimento del cittadino straniero all’interno del contesto di arrivo. Le politiche di integrazione sociale sono promosse e sostenute economicamente dalla Direzione Generale dell’Immigrazione delle Politiche dell’Integrazione. 

Il “Portale Integrazione Migranti”

“Portale Integrazione Migranti”, dedicato sia ai protagonisti che mettono in pratica politiche di integrazione, come Ministeri, Regioni, Enti locali, privato e privato sociale, sia ai migranti. L’obiettivo è quello di diffondere informazioni sui servizi legati all’integrazione (lingua italiana, casa, lavoro, salute, mediazione interculturale, minori stranieri e seconde generazioni”. Il portale, poi, è un autentico modello e punto di riferimento nazionale per le politiche in tema di integrazione, creando una sorta di ponte informativo “tra le Amministrazioni Pubbliche (centrali e locali) e gli enti privati e del privato sociale che operano nel settore”. 

GALLERIA FOTOGRAFICA AVVOCATO PITORRI ROMA

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Approfondiamo gli effetti antiage della dieta vegetariana

Alla base di una dieta vegetariana antiage ci sono alimenti ricchi di antiossidanti, sostanze dalle proprietà benefiche, che aiutano a contrastare l’azione dei radicali liberi e combattere lo stress ossidativo che è all’origine dell’invecchiamento cellulare.

Al di là dell’aspetto etico, eliminare dall’alimentazione la carne, i prodotti della pesca e gli alimenti ricavati dalla trasformazione industriale degli stessi è una scelta assolutamente vantaggiosa, che aiuta a migliorare lo stato di salute generale. Oltre a contrastare l’invecchiamento, infatti, eliminare carne e pesce e ridurre il consumo di cibi derivati dagli animali riduce sensibilmente il rischio di insorgenza di malattie vascolari, ipertensione, diabete, ipertrigliceridemia, colesterolo e molte forme di cancro.

Vediamo quali sono gli alimenti da prediligere in una dieta vegetariana antiage.

Frutta, verdura e legumi

Tra gli alimenti dal minor apporto calorico, frutta, verdura e legumi rappresentano il pilastro della dieta vegetariana anti aging. Preziose fonti di vitamine, sali minerali e antiossidanti, due porzioni di frutta e verdura di stagione dovrebbero diventare parte integrante del regime alimentare quotidiano. I legumi, ricchi di fibre e proteine vegetali, producono un effetto saziante che aiuta a ridurre l’appetito.

Si consiglia di prediligere il consumo di:

  • frutta fresca e verdura di stagione, in grado di garantire un elevato apporto di antiossidanti e micronutrienti;
  • verdura a crudo, senza cottura;
  • frutta intera invece di frullati e centrifugati; 
  • vegetali dai colori intensi, come ad esempio frutti rossi, uva nera, carote, melagrana, spinaci, zucca e pomodori, i più ricchi di antiossidanti.

Via libera ad asparagi, cetrioli, sedano, cavolfiore, porri, finocchi, broccoli, patate, barbabietole e cavolo verde cotto a vapore, molto nutrienti e dal basso contenuto calorico.

La dieta vegetariana antiage non prevede il consumo di:

  • frutta sciroppata e candita; 
  • marmellate; 
  • confetture; 
  • puree di frutta; 
  • succhi di frutta industriali; 
  • soft drink; 
  • bevande zuccherate a base di succo di frutta. 

Il consumo di frutta particolarmente ricca di zucchero, come le banane e i cachi maturi, è adatto a chi pratica sport o svolge attività fisicamente impegnative. 

Cereali integrali

In un regime vegetariano anti aging, i cereali integrali, non raffinati, dovrebbero essere consumati nel 50% dei pasti. Via libera a: 

  • farro;
  • orzo;
  • avena; 
  • quinoa; 
  • miglio; 
  • sorgo; 
  • frumento; 
  • riso perlato.

Si consiglia di ridurre o evitare del tutto il consumo di alimenti prodotti con farine raffinate, altamente acidificanti. No, quindi, a junk food, snack dolci e salati, focacce, pizze surgelate e prodotti dolciari.

Funghi 

I funghi sono alimenti anti aging per eccellenza, grazie all’alto contenuto di due preziosi antiossidanti – il glutatione e l’ergotioneina – in grado di contrastare il processo di invecchiamento.

Test d’ammissione alla Facoltà di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria in tutta Italia, procedure e ricorsi

Sono stati 66.638 gli studenti che hanno affrontato il test d’ingresso alla Facoltà di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria, 2.000 in meno dello scorso anno. Nonostante l’emergenza sanitaria da COVID-19, le prove si sono svolte regolarmente secondo le regole previste già nelle edizioni precedenti: cento minuti di tempo per rispondere, 60 domande a risposta multipla, senza dimenticare un quesito sul Coronavirus, 13.072 posti disponibili. Prima dell’inizio delle prove, si sono registrate file molto lunghe per la consegna delle autocertificazioni, oltre che per effettuare la misurazione della febbre. I test si sono svolti in un clima abbastanza particolare, tra i banchi distanziati secondo le misure previste, le mascherine indossate per l’intera durata della prova e le tante proteste contro il numero chiuso, oltre che per la quarantena che ha impedito a molti la partecipazione e gli spostamenti all’interno di una regione o in una regione vicina. 

Lo svolgimento dei test per l’ingresso alla facoltà di Medicina e Chirurgia ha rappresentato anche una prova per il mondo della scuola, in relazione alla messa in pratica di tutte le misure di sicurezza richieste, e c’è stato più di un ricorso test medicina 2020. Lo stesso rettore della Sapienza, Eugenio Gaudio, ha sottolineato come le prove di ammissione siano state una “una prova generale per il ritorno delle lezioni in presenza”. Invece, il rettore dell’Università di Padova, Rosario Rizzuto si è sentito “aprire il cuore” nel vedere le aule piene di studenti e chiamati allo svolgimento delle prove per l’ingresso alla facoltà di Medicina e Chirurgia. E, in relazione alle misure di sicurezza messe in atto per rendere sicuro lo svolgimento dei test, proprio il Ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, ha sottolineato l’esistenza e la messa in atto di “un protocollo molto severo e organizzato” che ha previsto “un accesso differenziato, la distanza in aula dove si realizzavano i test, mascherine, sanificazione, controllo degli spazi”. Azioni realizzate grazie al coordinamento tra “l’Università stessa con il supporto della protezione civile nazionale e di tutte le altre istituzioni locali”; pertanto, Manfredi ha evidenziato come ci sia stata “un’organizzazione molto dettagliata che ha permesso di svolgere i test in perfetta sicurezza, garantendo gli studenti”. I test si sono tenuti in spazi molto grandi e vasti. Bari ha suddiviso i 2680 partecipanti in 57 aule, all’interno di cinque diverse sedi universitarie, mentre all’esterno della facoltà di Giurisprudenza alcuni studenti hanno manifestato, con indosso i camici da medici, mascherine, accompagnando la dimostrazione con striscioni. In molte altre città, gli aspiranti camici bianchi sono stati ospitato in padiglioni di fiere, com’è avvenuto a Torino, Padova e Pordenone. I 2600 candidati di Torino, dove il numero dei candidati non è calato rispetto all’anno e si sono contesi i 490 posti di Medicina e i 44 di Odontoiatria, sono stati ospitati presso il Lingotto Fiere, negli spazi dedicati al Salone del Libro. Bergamo, invece, ha allestito presso il Lazzaretto una sede universitaria provvisoria; proprio qui gli studenti sono stati accolti dal sindaco Giorgio Gori. I ragazzi campani sono entrati in modo contingentato, cinque alla volta, per evitare code ed assembramenti. Presso l’Università La Sapienza, invece, una squadra di 4 supereroi in camice bianco ha accolto gli aspiranti camici bianchi. Il team di supereroi aveva la funzione di vigilare, in modo simbolico, sulla sicurezza e sulla trasparenza nello svolgimento dei test. A organizzare il flash-mob è stato il pool Consulcesi, network legale dei professionisti sanitari, leader nel settore del rimborso medici specializzandi, che ha denunciato “segnalazioni di irregolarità da tutta Italia”. 

A Good Man film del 2014, dove vederlo online

Keoni Waxman realizza una pellicola coinvolgente e forte, disponibile a questo link dove vedere film in streaming. “A Good Man” porta lo spettatore nella vita del soldato Alexander Coates (interpretato da un brillante Steven Seagal). Mentre è in Iraq, la vita di Coates è sconvolta da un evento drammatico, poiché una bambina muore tra le sue braccia. Lo choc è così grande, da indurre il soldato al ritiro. Ben presto, la vita di Alexander incontrerà i destini di Sasha Huang (Victor Webster), un uomo al servizio della Triade cinese. Ricopre questo ruolo per un’impellente necessità; ha, infatti, bisogno che la sorellina Mya (Sofia Nicolaescu) arrivi negli Stati Uniti. Gli eventi precipitano improvvisamente, quando il crudele Mr. Chen (Tzi Ma) impone a Sasha di assumersi la responsabilità degli omicidi che ha commesso. Per mettere Sasha alle strette rapisce proprio Mya. Alexander, allore, decide di correre in soccorso a Sasha, perché quest’ultimo possa riunirsi con la sorella e sconfiggere la terribile Triade. Il finale sarà un’autentica strage e Alexander tornerà a fare ciò che gli riesce meglio, uccide.

Seppur il film in streaming con Steven Seagal sia di produzione americana, A Good Man è stato girato a Bucarest, in Romania per tre settimane. La pellicola non ha conosciuto una diffusione nelle sale cinematografiche, ma solo una distribuzione direct – to – video, commercializzabile esclusivamente per supporti Home video, quali DVD, VHS, Blu – Ray Disk, al fine di poterne fruire direttamente da casa. 

Inoltre, A Good Man rappresenta il prequel di un altro film, Force of Execution, realizzato e distribuito nel 2013. Force of Execution ha come protagonista ancora un brillante Steven Seagal nei panni di John Alexander, a capo di un losco giro di affari, che viene messo in pericolo quando Roman Hurts (Ben Foster), uno dei suoi uomini migliori, manda all’aria un colpo di facile realizzazione. Alexander si vendica, punendo l’uomo in modo drammatico. Ben presto, però, Alexander si pentirà della sua vendetta, perché si renderà conto di avere bisogno per l’ultima volta dell’aiuto di Roman per fronteggiare Iceman, uno spietato assassino. 

Inoltre, A Good Man ha avuto un sequel dal titolo Absolution – Le Regole della Vendetta, realizzato nel 2015. Al centro della pellicola c’è ancora Steven Seagal, nuovamente nei panni di John Alexander, un killer senza pietà. Ad un certo punto della sua carriera si troverà di fronte ad un bivio. Infatti, improvvisamente incontrerà una ragazza che scappa da un boss della mafia con potenti agganci politici. A questo punto, non sa se proteggere e tutelare la povera vittima, oppure essere fedele all’agenzia governativa che lo ha assunto per una missione.

Il duo Keoni Waxman dietro alla macchina da presa e Steven Seagal alla recitazione è una coppia collaudata e famosa, grazie alla realizzazione di altre pellicole, apprezzate e molto famose, quali: Maximum Conviction, realizzato nel 2012, Killing Salazar, prodotto nel 2016, oltre che i già citati Force Of Execution del 2013 e  Absolution – Le Regole della Vendetta del 2015, sequel di A Good Man. Steven Seagal, forte delle sue abilità in arti marziali, ha decretato la maggior parte del successo dei film che ha interpretato.

Il lavoro delle web agency

La grande maggioranza delle aziende si affida sempre più al web, con investimenti molto importanti. Per questa ragione si è diffuso l’utilizzo delle web agency, che vanno incontro alle esigenze delle imprese nel difficile mondo di internet. 

Si deve innanzitutto sapere cosa è una web agency: si intende un gruppo di professionisti che, tramite vari servizi, effettuano la promozione di una società o di un professionista. Si parla esclusivamente di promozione online, poiché le web agency vengono indicate con altri nomi, come digital agency. Quando ci si affida ad un’agenzia, solitamente il primo passo da effettuare è la realizzazione del sito internet che spesso viene creato tramite WordPress, uno dei CMS più famosi. Negli ultimi periodi però la situazione è cambiata e le web agency si sono spostate sempre più verso un’esperienza promozionale personalizzata, che cura ogni minimo dettaglio del cliente. 

Le web agency sono composte da un team di professionisti che si occupano di vari campi, dalla programmazione alla scrittura SEO. Naturalmente l’obiettivo primario di queste agenzie è la soddisfazione finale del cliente: quest’ultimo, una volta indicato il progetto da realizzare, dovrà attendere i suggerimenti della web agency che cercherà gli strumenti e i servizi migliori per raggiungere gli obiettivi prefissati. Le varie agenzie non hanno una struttura precisa e definita, infatti possono variare: c’è chi si sofferma di più sull’ambito social, sull’advertising o sul content marketing. 

Il punto di riferimento nella web agency è il responsabile della strategia digitale, ovvero colui che non possiede nessuna specializzazione ma che è in grado di vedere il progetto nella sua totalità, in maniera da decidere come sviluppare il programma. Il responsabile però può facilmente gestire vari lavori, come l’ottimizzazione SEO, programmazione, copywriting, email marketing, social media marketing, web design e digital PR. Sono presenti diversi settori che hanno bisogno di esperti per specifiche materie: pensate alla privacy e tutto quello che ne consegue con cookie e GDPR. In quei casi ci si affida ad una web agency specializzata nella privacy, in modo da ottenere i migliori risultati possibili.

L’utilizzo delle web agency è indicato per i progetti grandi ed impegnativi, poiché l’agenzia disporrà sicuramente di tutti i mezzi possibili per accontentare il cliente. Se arriva un’azienda e pretende la realizzazione di un sito internet, email marketing e ottimizzazione SEO, difficilmente si rivolgerà ad un libero professionista, poiché tali mansioni devono essere svolte da diverse figure, che possiamo trovare facilmente in qualsiasi web agency. 

Credito-di-imposta-per-investimenti-pubblicitari-su-testate-giornalistiche

Credito d’imposta per investimenti pubblicitari su testate giornalistiche

Riceviamo e pubblichiamo dal blog di Raoul Cetorelli e Gabiria Cetorelli questo approfondimento sul credito d’imposta per investimenti pubblicitari su testate giornalistiche. È un beneficio fiscale che vanta il contribuente nei confronti delle casse dello stato. Un credito d’imposta può essere destinato a compensare dei debiti, a diminuire delle imposte oppure, se possibile può esserne richiesto il rimborso nella dichiarazione dei redditi, ci ricorda Raoul Cetorelli.

Dal 2018 è stato istituito un credito d’imposta in relazione agli investimenti pubblicitari effettuati sulle testate giornalistiche, anche online. Per poter beneficiare di questa agevolazione ci sono delle norme da rispettare: l’ammontare complessivo degli investimenti pubblicitari realizzati superi almeno dell’un per cento l’importo degli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi d’informazione nell’anno precedente (se invece ad esempio nel 2018 la spesa per pubblicità è stata pari a zero, nel 2019 non è possibile godere dell’incentivo). Sono escluse dal credito d’imposta le spese sostenute per l’acquisto di spazi destinati a servizi particolari, tra cui: televendite, servizi di pronostici, giochi o scommesse con vincite di denaro, di messaggeria vocale o chat-line con servizi a sovraprezzo. Inoltre occorre ricordare che l’agevolazione viene concessa in base al regime “de minimis”, ciò significa che per beneficiare del bonus pubblicità occorre verificare di non aver superato il plafond di 200 mila euro di aiuti ottenuti nell’esercizio in corso e nei 2 esercizi precedenti.

Il credito d’imposta è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, questo è chiamato anche bonus pubblicità. 

Come usufruire del credito d’imposta?

I fruitori del bonus pubblicità possono essere imprese, lavoratori autonomi, enti non commerciali. Per fruire del credito d’imposta, i soggetti interessati devono presentare:

  • la “Comunicazione per l’accesso al credito d’imposta”, prevista dall’articolo 5, comma 1, del D.P.C.M. n. 90 del 2018, contenente i dati degli investimenti effettuati o da effettuare nell’anno agevolato. (sul modulo va barrata la casella relativa alla tipologia di domanda. Per ogni spesa si indica l’investimento 2019 (effettuato o previsto), la somma spesa nel 2018, la percentuale dell’incremento, il credito d’imposta richiesto.)
  • la “Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati” per dichiarare, ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, che gli investimenti indicati nella comunicazione per l’accesso al credito d’imposta, presentata in precedenza, sono stati effettivamente realizzati nell’anno agevolato e che gli stessi soddisfano i requisiti di cui all’articolo 3 del D.P.C.M. n. 90 del 2018.

Per il 2019 le richieste vanno inviate dal 1° al 31 ottobre attraverso il servizio Entratel – Fisconline dell’Agenzia delle Entrate. Questo vale anche per le aziende attive nel rinnovabile come la Green Energy di Leo Marino Benedettini. La dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati nell’anno 2019 deve essere presentata dal 1° al 31 gennaio dell’anno 2020.

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