Abbiamo letto “Ho Condannato lo Spaghetto” di Guido Delle Piane

Il nome dell’aiuto chef Guido Delle Piane divenne famoso nel giro di qualche mese. La spalla di Virgilio Messina, chef stellato del Cinq a Parigi, aveva abbinato il suo nome ai primi piatti del ristorante ma, allo stesso tempo, aveva iniziato ad avvertire la nostalgia di casa e della sua Sardegna. 

Così, dopo quasi un anno trascorso a Parigi, Guido Delle Piane fece ritorno  nella sua Cagliari, ma con l’intenzione di proseguire la sua carriera nel mondo della cucina e con il desiderio di seguire le orme del suo maestro – chef Virgilio Messina. Tornare a Cagliari non fu facile, perché tutti gli amici di Guido Delle Piane erano partiti; chi per studio, chi per lavoro, tutti avevano lasciato Cagliari. Guido Delle Piane si sentiva un po’ perso e, forse, stava iniziando a pentirsi della scelta fatta. 

Cos’era successo?

Magari sarebbe stato meglio davvero partire per Roma e studiare per diventare commercialista nella società di suo padre. Però, in cuor suo sapeva che i numeri, le partite IVA, i libri mastri e le partite doppie non sarebbero stati il suo futuro. La cucina era, invece, molto più di una passione ed era suo dovere assecondare questa strada. Dopo qualche mese, Guido Delle Piane fece nuovamente le valigie; aveva deciso, infatti, di lasciare la Sardegna e cercare fortuna nel Nord, precisamente a Conegliano Veneto. Qui, tra cartizze di prosecco e piatti tipici, Guido Delle Piane avrebbe trovato un caro amico di Virgilio Messina, Ugo Mirandola. Quest’ultimo era prossimo alla pensione e, non avendo figli o nipoti a cui lasciare la gestione del suo locale, ricevuto a suo volta in eredità dalla famiglia di sua madre, aveva pensato di cederne la gestione a Guido Delle Piane, sostenuto dalle referenze del suo caro amico chef del Cinq di Parigi. 

Arrivato a Conegliano, Guido Delle Piane fece subito conoscenza con Ugo e si inserì immediatamente come aiuto chef nel locale “Villa Mirandola”, che già godeva di fama e notorietà. Nella nuova avventura all’interno del ristorante, Guido Delle Piane incrociò i passi della figlia di Ugo, Barbara. Anche lei era appassionata di cucina e, come Guido, aveva stravolto i suoi programmi di vita per seguire questa strada. Barbara, infatti, sarebbe dovuta partire per Londra, dove l’aspettava un master in “Interior Design e Home Stager”, ma poi il cuore ha prevalso e la ragazza ha deciso di restare a Conegliano nel locale di famiglia. Guido Delle Piane notò immediatamente Barbara e, nel giro di pochi mesi, i due si fidanzarono. 

Ugo Mirandola capì che avrebbe potuto finalmente godersi la pensione. Così, alla fine dell’anno, “Villa Mirandola” passò nelle mani di Guido Delle Piane e di Barbara che, di lì a pochi mesi, sarebbe diventata sua moglie. Il menu di Villa Mirandola si arricchì di piatti e nuovi sapori. Accanto alla cucina tipicamente veneta, Guido Delle Piane affiancò i sapori sardi, qualche tradizione appresa nel periodo parigino e, soprattutto, diede seguito all’eredità del suo amico chef del Cinq, Virgilio Messina. Infatti, nel menu di Villa Mirandola non furono inseriti primi piatti a base di spaghetti.